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Museo di Fisica "F. Cicognini - G. Rodari"  Elettromagnetismo  Due pile di Zamboni
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Elettromagnetismo

Due pile di Zamboni

Costruttore: ignoto
Datazione: primi '900
Dimensioni : l=19 cm. ; l°=19 cm.

La pila a secco a colonna inventata da Giuseppe Zamboni nel 1812 era originariamente costituita da numerosi dischi di carta argentata e dorata sovrapposti alternativamente. Alle due estremità della pila si trovavano le armature (o i serrafili) di contatto. Nella pila di Zamboni il feltro imbevuto di una soluzione acida, presente nell'elemento voltaico, è sostituito dalla carta che in qualche modo trattiene sempre un po' dell'umidità presente nell'atmosfera. Con una pila di questo tipo, in cui sono presenti qualche migliaio di coppie di dischetti, si possono raggiungere forze elettromotrici dell'ordine del centinaio di volt ma correnti piuttosto deboli. Per questo motivo la pila Zamboni veniva usata sovente per dare la carica negli elettrometri, per esempio nell'elettrometro di Bohnenberger. Nel nostro caso le pile Zamboni sono formate di dischetti di carta coperti da una parte di una lamina di stagno e dall'altra di perossido di manganese in polvere (MnO2). Una pila è contenuta in un tubo di vetro sul quale sono riportati alcuni fori. Alle due estremità del tubo, chiuse da cappucci di ottone, i poli sono costituiti da sferette metalliche su due corti conduttori cilindrici La seconda pila è contenuta in un tubo di ebanite.

G. Zamboni, Della pila a secco, 1812, Verona; Schweiggers Journal 10, 129, 1812; Lettera sopra i miglioramenti fatti alla sua pila elettrica, 1816, Verona. Zamboni, Giuseppe [1776-1846], fisico veronese, inventò nel 1812 la pila a secco con la quale eseguì numerosi esperimenti di elettrostatica.

A.W. Poyser [1904] pp. 200-201.



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