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Museo di Fisica "F. Cicognini - G. Rodari"  Elettromagnetismo  Pila di Grenet
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Elettromagnetismo

Pila di Grenet

Costruttore: Max Kohl, Chemnitz
Datazione: fine ' 800
Dimensioni : Ø = 10 cm.; h = 21 cm.

Scoperta da Bunsen ed alla quale Grenet dette la forma usuale di bottiglia, sostituisce l'acido nitrico (presente nella antecedente pila di Grove-Bunsen) con l'acido cromico, evitando in tal modo l'inconveniente dello sviluppo di vapori nitrosi. È una pila irreversibile per correnti piuttosto forti e di breve durata.
Era usata per azionare rocchetti di induzione. Nella bottiglia, contenente una soluzione acquosa di bicromato di potassio con acido solforico e bicromato di sodio, sono immersi due grossi elettrodi di carbone di storta che funzionano entrambi da elettrodo positivo. Tra di essi si immerge al momento dell'uso l'elettrodo centrale di zinco, che costituisce il polo negativo. La forza elettromotrice è di circa 2 volt, ma diminuisce rapidamente. La soluzione acquosa della pila di Grenet è formata da 92 gr. di bicromato di potassio (K2Cr2O7), 81 gr. di bicromato di sodio (Na2Cr2O7) e 94 gr.di acido solforico puro disciolti in 900 gr. di acqua. L'acido solforico è il liquido attivo, la cui reazione con lo zinco fornisce l'energia necessaria al funzionamento della pila, il bicromato di potassio è l'ossidante che agisce come depolarizzante.

L. Pinto [1884] p. 707.
O.D. Chwolson [1913] tome IV, fascicule 2, p. 716.



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