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Museo di Fisica "F. Cicognini - G. Rodari"  Elettromagnetismo  Elettroscopio condensatore
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Elettromagnetismo

Elettroscopio condensatore

Costruttore: ignoto
Datazione: IIa metà dell' 800
Dimensioni : (21x21x36) cm

L'apparecchio si compone di una scatola di legno sormontata da una campana di vetro. Attraverso il collo forato della campana ed isolato da una colonnina di ambra, passa il conduttore di ottone che termina esternamente con un largo piatto detto collettore, ed internamente con le due laminette (originariamente d'oro) di alluminio. Sul fondo della scatola di legno sono applicati tre piedini, due dei quali, in legno, sono fissi mentre il terzo, in ottone, è regolabile in altezza. Due asticelle metalliche a sezione quadrata scorrono orizzontalmente entro i fori praticati su due pareti opposte della scatola. Le aste esternamente vengono manovrate usando due pomelli di legno, internamente terminano con due lamine verticali di ottone le quali possono essere avvicinate od allontanate dalle foglie dell'elettroscopio. Le lamine metalliche laterali erano state introdotte originariamente dal Bennet* con lo scopo di impedire che le foglie di oro, respingendosi tra di loro, urtassero la faccia interna della campana di vetro degli elettroscopi restandovi aderenti. In realtà, collegandole a terra ed avvicinandole alle foglie metalliche, aumentano la capacità del conduttore e quindi la sensibilità dello strumento. Nell'elettroscopio condensatore il largo disco superiore è sormontato da un altro disco metallico, detto condensatore, provvisto di un manico isolante. I due dischi sono separati da uno strato sottilissimo di vernice isolante applicato a ciascuno delle facce con cui essi si toccano. Per vedere con questo apparecchio se un corpo possiede una piccola carica elettrica, si pone tale corpo a contatto con il disco inferiore mentre si tocca con un dito, mettendolo a terra, il disco superiore. Allontanando quindi il condensatore, la carica del corpo, che si era accumulata sul collettore, si distribuisce in tutto il conduttore facendo divergere le foglioline di alluminio L'elettroscopio condensatore, inventato da Volta, fu da lui utilizzato per compiere le fondamentali esperienze sul contatto di conduttori metallici di natura diversa.

L. Pinto [1884] p. 632.

R.W. Stewart [1904] p. 111.


Nota: gli elettroscopi

Un elettroscopio più sensibile di quello di Bennet è l'elettroscopio di Bohnenberger**. Esso consiste di un'asta di ottone che attraversa il collo di una campana di vetro e termina al di sopra in una pallina e al di sotto in una pinzetta da cui pende una sola foglia d'oro. Lateralmente e ad ugual distanza dalla foglia ci sono due pile a secco di Zamboni verticali che polarizzano con tensioni uguali ed opposte due appendici metalliche circolari. Se la foglia pende proprio nel mezzo di tali dischetti e non è elettrizzata, essa è in equilibrio. Ma se è debolmente elettrizzata, essa piega verso la colonnetta elettrizzata eteronimamente da cui viene attratta.

A.Bennet, Description of a new electrometer, Phil. Trans., 77, 26, 1787.

E. Grimsehl [1933] vol. III, p. 36.

L. Pinto [1884] pp. 647-648.

J.G.F. von Bohnenberg, Ann. Phys., 21, 190, 1815.

* Bennet, Abraham [1750-1799], inglese, membro della Royal Society.

** Bohnenberger, Johannes von [1765-1831], tedesco. Oltre che fisico anche valente astronomo; si occupò di elettricità, del moto dei pianeti e fisica terrestre.

 


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